domenica 30 settembre 2018

Ossigeno




Siamo arrivati al Mapei Stadium come un condannato d avanti il plotone d esecuzione, con mille polemiche e mille problemi.
Il Sassuolo ha subito il pallino del gioco anche se Suso in una ripartenza colpisce l esterno della rete, al 13' ci facciamo rivedere li d avanti cross di Chalanoglu e Musacchio la manca in scivolata, col passare dei minuti proviamo ad uscirne e al 23' una palla gol clamorosa  per Kessie la didesa del Sassuolo si salva sulla linea, al 30' vediamo gli spettri Berardi per Di Francesco salvataggio di Donnarumma, ma al 34' Boateng  per Di Francesco e Abate lo ferma quando stava per battere in rete, ma nel momento meno prevedibile su contropiede al 39' troviamo il gol con Kessie che ci manda  in vantaggio all intervallo.
Il Secondo tempo inizia con il forcing del Sassuolo nella nostra trquarti, ma proprio quando gli Emiliani aumentano la pressione al minuto 49  Suso segna un gol di pregievole fattura che interrompe il suo periodo di astinenza da reti, al 55' Bonaventura viene murato  da consiglio, ma al 60'  Castillejo mette nel sette un gol che sa di liberazione.
Liberazione che torna ansia dopo gol di Duricjic che accorcia le distanze e in apnea, Gattuso caccia Chala  Mette Laxalt e  cambia Cutrone per Castillejo, il Milan aspetta il Sassuolo nellla sua trequarti, non succede nulla di pericoloso proviamo a uscire, Suso segna su punizione che ci regala una vittoria che ci da ossigeno....

PreMatch Sassuolo Vs Milan (Di Vincenzo)



Partita da non sbagliare assolutamente quella che vedrà il Milan  impegnato domani  contro una delle rivelazioni di questo inizio di campionato : il Sassuolo di De Zerbi che a noi milanisti rievoca brutti ricordi, dato che fu l’allenatore bresciano a guidare il Benevento quando i sanniti conquistarono il primo punto in Serie A della loro storia a nostro discapito  .
Gattuso in piena emergenza offensiva, con Higuain ancora out e un Cutrone non ancora al  meglio per via dell’infortunio subito in nazionale  ci si aggiunge anche Borini fermo ai box per un problema alla caviglia;  tant’è vero che lo stesso mister calabrese nel corso della conferenza stampa, in riferimento alla situazione infortunati ha detto : “qualcosa ci inventeremo “ come a presagire un cambio di  modulo  che ad oggi appare sempre più possibile   con il probabile spostamento di uno degli esterni o di Bonaventura  al centro per fare da “falso nueve ” in modo da non dare punti di riferimento agli avversari, e nelle ultime ore si è provato Castillejo adattata come punta, poche ore e vedremo. 
Per quanto riguarda gli emiliani, De Zerbi dovrebbe puntare sugli ex della garà: infatti i neroverdi con molta probabilità affideranno le chiavi  di centrocampo e attacco a Locatelli, talento classe 98’ ex primavera e a Kevin-Prince Boateng, protagonista di una nuova vita calcistica in Emilia legatissimo ai colori rossoneri, come dimostrato in una recente intervista nella quale ha detto che se segnerà domani non esulterà .
Piccola chicca riguardo al ghanese : pare infatti che il Boa abbia intrapreso, parallelamente a quella calcistica anche la carriera da rapper.  

venerdì 28 settembre 2018

Supposizioni di un Eventuale Dopo Gattuso

I risultati delle ultime partite  condannano il Milan ma mettono sulla graticola anche il suo  sceso ormai al minimo di gradimento dei tifosi che in gran parte lo vorrebbero esonerato seduta stante.
Il percorso in campionato dei rossoneri non collima con le previsioni di Gordon Singer (ieri presente al Castellani) di riportare il Milan come minimo nelle prime 4.
La riconoscenza verso il Gattuso giocatore rimane immutata e nessuno può cancellare pagine di storia del Milan dove lui è tra i protagonisti.
Ma dobbiamo essere lucidi e scindere il Gattuso giocatore dal Gattuso allenatore e l ultimo ha una serie di risultati e prestazioni che lo condannano.
Non so se Sassuolo sarà l ultima spiaggia, ma il trittico  con gli Emiliani domenica sera Olypiacos Giovedì e Chievo la Domenica successiva saranno gare senza appello, il dubbio che al ritorno  dalla sosta nel Derby sulla panchina  del Milan sieda ancora Ringhio aumenta.
Ma chi potrebbe sostituire  Gattuso se le cose dovessero peggiorare ulteriormente?
Il pensiero e la speranza di molti è Antonio Conte, ma la situazione che potrebbe portare in rossonero l allenatore Salentino è complessa è contorta, il Chelsea ha esonerato Conte senza riconoscergli la buonauscita pattuita intorno agli 11 milioni di euro, per questo a oggi  Conte ha un contenzioso in tribunale con i Blues, e il firmare un altro contratto farebbe perdere quella cifra, detto ciò la domanda sorge spontanea, Antonio Conte  rinuncerebbe a 11 milioni di euro per prenderne molti di meno e allenare una squadra fatta da giocatori non scelti da lui? Quando ricordiamoci il rapporto con il Chelsea peggioro' quando gli presero 0 dei giocatori che aveva richiesto, da ricordare che lo stesso Conte non fece sconti alla federazione quando fu ingaggiato per allenare la nazionale e la Fgci chiese aiuto agli sponsor per pagargli l intero ingaggio, tra i Top Allenatori non ho mai visto tecnici rinunciare a grosse cifre per andare a prendere meno, diverso invece se il discorso venisse improntato per la prossima stagione con il tempo a disposizione per far liberare Conte dagli attuali vincoli, a patto che ci sia un progetto che punti in alto con giocatori a lui congeniali.
Ma quindi nell eventualità ci sarebbe un traghettatore? E chi potrebbe accettare un ruolo del genere, la mente va a un ex milanista uno che non ha fatto meglio di Ringhio in panchina, ma con un idea di calcio offensivo e parlo di Massimo Oddo, che dite avanti un altro? Allora di libero c è Prandelli che dopo il Mondiale 2014 ha inannellato un flop dietro l altro con Galatasaray e Valencia che non hanno giovato della sua cura,evito ovviamente di citare Ventura perché il suicidio in queste opzioni non è contemplato, Claudio Ranieri potrebbe rientrate nella lista,allenatore di esperienza internazionale che se chiamato in causa non esiterebbe ad accettare, ma mi chiedo subentrando  a questo punto della stagione cosa potrebbero dare più di Gattuso?.
Sia chiaro stiamo facendo supposizioni e ragionamenti, ma una supposizione che a mio modo di vedere sa di fantascenza potrebbe vedere l arrivo sulla panchina di un allenatore molto vicino a Paul e Gordon Singer e sopratutto al neo Ad Ivan Gazidis, sto' parlando di Arsene Wenger una vita all Arsenal e potrebbe ripartire dal Milan, ma anche qui' gli ostacoli sarebbero molteplici, igaggio altissimo, un contratto a medio lungo termine e non credo che farebbe da traghettatore e da sottolineare 0 esperienza di Serie A per questo secondo me' e Fantascenza.
Se ho dimenticato qualche altra opzione scrivetela, comunque la speranza e che il Milan si riprenda e alla svelta, tanto la storia ci dice che nel bene e nel male i Peesidenti, i Dirigenti, gli Allenatori e i Giocatori passano, IL MILAN RIMANE...

giovedì 27 settembre 2018

Perennemente Apnea.....

Siamo Arrivati al Castellani in apnea e senza l unico punto di rifermento li d avanti, pronti partenza subito l Empoli cerca il gol, dopo qualche minuto soporifero Biglia al 9' minutocon terra aria ci porta in vantaggio.
Al 25' un contropiede su in pallone perso a centrocampo Lagumina si trova a tu per tu con Donnarumma che ha la meglio e che nega il primo gol in A al giovane talento Palermitano prendendo la palla col piede, al 30' Musacchio e Calabria si perdono Caputo  e Gigio ci toglie le castagne da fuoco, subito dopo anche noi sprechiamo  2 palle gol quella più clamorosa con Kessie su calcio d angolo.
Proviamo a sfondare l Empoli con un bolide di Suso e successivamente un altra conclusione in porta ma Terracciano chiude la saracinesca Empolana.
Nel secondo tempo il Milan non entra al meglio, al 58' Kessie libera Borini ma si inceppa, al 69' Romagnoli centra Caputo  calcio di rigore e pareggio Empoli.
A poco serve il forcing finale con un Terraciano super  che para di tutto, l'ennesimo pareggio che ci vede ancora lontani da un quarto posto che inizia ad essere un Utopia.
Dal punto di vista umano dispiace, ma dal punto di vista dei risultati Gattuso rischia   oggi non c'è più da chiedersi dove ci porterà Ringhio, ma se uscirà indenne da Sassuolo Olympiacos e Chiavo e se al ritorno dalla sosta sarà sulla panchina del Milan....

Pre Match Empoli Milan (Di Vincenzo)

A pochi giorni di distanza dal rocambolesco pareggio con L’Atalanta, il Milan è di scena al Castellani di Empoli nel posticipo della sesta giornata, primo turno infraseaattimanale del campionato.
Mister Gattuso dovrebbe effettuare turnover, dando spazio a Laxalt e Abate sulle fasce e a Castillejo al posto di un Chalanoglu apparso spento in queste prime giornate di campionato : inoltre potrebbe esserci un ballottaggio fra Musacchio e Zapata per decidere chi affiancherà il  capitano   Romagnoli al centro della difesa, vista l’indisponibilità di Caldara per pubalgia. 
Niente chance dall’inizio per Cutrone; il centravanti nativo di Como infatti, nonostante la sua immensa voglia di spaccare il mondo dovrebbe ancora una volta lasciare il posto al Pipita Higuain, per evitare una possibille ricaduta. Il bomber ex primavera potrebbe tuttavia rivelarsi una risorsa, come già accaduto contro la Roma. 
Per quanto riguarda i padroni di casa, Andreazzoli dovrà fare a meno dello squalificato Zajc oltre che dell’ex di turno Antonelli, fermo ai box per una lesione  al bicipite femorale della coscia destra, ma anche di Acquah e dello spagnolo Alejandro Rodriguez.
Indisponibilità dell’ultimo minuto per il Pipita, che non è stato nemmeno convocato per la trasferta in Toscana, il cui posto da titolare dovrebbe essere occupato con molta probabilità dall’ex Sunderland Borini.

mercoledì 26 settembre 2018

STORIE DI MILAN "Herbert Kilpin l'uomo che inventò il Milan" (Di Pietro)


30 Maggio 1979 Olympiastadion di Monaco di Baviera il piccolo Nottingham Forrest allenato  da Brian Clough in 3 anni passi dalle serie minori ad alzare la Coppa dei Campioni, Peter Taylor secondo di Clough in sala stampa commenta "Questo trofeo renderebbe Herbert Kilpin orgoglioso di noi.." si Herbert Kilpin partito da Nottingham arrivato a Milano creando la squadra che chi più chi meno comunque tutti dalla nascita tifiamo, il nostro Milan.
Se c'è una cosa che probabilmente, io per primo mi rimprovero da tifoso Milanista e che dovremmo rimproverarci è il ricordare colui che creando quella squadra con le camice a strisce rosse e nere a dato il via a una storia gloriosa è indimenticabile.
Da quando nasce a Nottingham nel lontano 1870 non fa altro che pensare a giocare a Calcio, quel calcio che esplode in Inghilterra e che poi contagerà tutto il mondo, inizia a giocare subito  come ala destra in una delle centinaia di compagini della città, i tornei erano svariati e complessi con regole non ortodosse a volte si giocava in 20 contro 11 ovviamente oltre che ha una partita di Calcio era anche contemporaneamente un incontro di Rugby e di lotta Greco Romana.
Stanco di questi tornei fisicamente provanti e amante della letteratura Italiana, Herbert Kilpin parte per l'Italia  con l'idea di esportare il gioco del Football anche nel bel paese ma con i suoi concetti di gioco pulito e non certo di scontro.
Arrivato in Italia si stabilì  a Torino dove giocava contemporaneamente in due squadre nell'FC TORINESE e nell' INTERNAZIONALE DI TORINO con risultati alterni e sempre sconfitti dallo squadrone dell'epoco ovvero il GENOA primo club di Calcio ad essere fondato in Italia, Kilpin non sopportava il dominio dei Grifoni e la sua vera aspirazione diventò quella di creare una squadra  in grado di poter batterli, in una delle feste per celebrare i Maestri di Genova Herbert Kilpin  Facendo un brindisi all ennesima vittoria esclamo "Fonderò una squadra e vi batterò".
Si Trasferisce a Milano, città ancora senza una squadra vera e propria, posto ideale da dove partire e tentare l'assalto al trono del Calcio Italiano, e il 18 Dicembre 1899 nella tavolata di amici e appassionati di Football Herbert Kilpin Fondò il MILAN CRICKET & FOOTBALL CLUB.
Alla domanda quali saranno i nostri colori Herbert Kilpin dirà "Saremo una squadra di Diavoli e i nostri colori saranno il Rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo ai nostri avversari".
Kilpin che nei primi periodi era anche uno dei giocatori di quel Milan mantenne ciò che disse hai Genoani nel 1901 a sorpresa vince la Finale Scudetto Schiantando il Genoa per 3a0 e regalando il Primo Scudetto della nostra storia.
Uno degli aneddoti che viene sempre raccontato per far capire quanto il nostro fondatore fosse letteralmente preso dalla passione per il Calcio è ricordare il suo matrimonio, in quella domenica di Gennaio dopo aver scambiato le fedi e giurato fedeltà, Kilpin lascia la moglie a cerimonia in corso per andare a giocare quel pomeriggio un importante incontro internazionale contro il Grassophers.
Nel 1908 dopo 3 scudetti vinti e aver contribuito alla crescita del Calcio Italiano si ritirò  da giocatore, dirigente e presidente del Milan, secondo alcune ricostruzioni la neonata Federazione non vedeva di buon occhio gestioni straniere nei Club Italiani, amareggiato da allora fino alla data del suo decesso non si seppe nulla, scomparve prematuramente a 46 anni il 22 Ottobre del 1916, sulla suo decesso ci furono diverse voci dalla dipendenza da Alchool dovuta alla sua esclusione del mondo del calcio a una sua depressione, di questo nulla è certo, ma di sicuro senza Herbert Kilpin da Nottingham il Milan non sarebbe mai esistito.....
Vivere il Nostro presente è importante ma conoscere e ricordare la storia della squadra per cui tifiamo, gioiamo, ci arrabbiamo, discutiamo, a volte soffriamo a volte urliamo e cantiamo a squarciagola è importante.
Grazie Herbert Kilpin.....

domenica 23 settembre 2018

L' Amaro Pareggio..




L Atalanta e' stata una delle carnefici del Milan in questi anni e nonostante il periodo negativo Gattuso alla vigilia della partita non ha dormito su 7 cuscini.
Alla fine però è uscito un pareggio, un pareggio che sa di sconfitta
Pronti partenza e subito il L Atalanta e' stata una delle carnefici del Milan in questi anni e nonostante il periodo negativo Gattuso alla vigilia della partita non ha dormito su 7 cuscini.
Alla fine però è uscito un pareggio, un pareggio che sa di sconfitta
Pronti partenza e subito il vantaggio col primo gol del Pipita a Sansiro con Suso che finalmente evita di gigioneggiare e fa un assist al bacio, il Milan per tutto il primo tempo impone il suo gioco creiamo tantissimo troviamo il raddoppio con Bonaventura ma per un pezzo di piede in fuori gioco la VAR ci riporta all 1a0 nonostante tutto nel finale del primo tempo ci mangiamo un raddoppio che meritavamo, un 1a0 che nei primi 45 minuti ci va stretto.
Nel secondo tempo il Milan cede campo all Atalanta e dopo un paio d occasioni il Papu pareggia, i bergamaschi prendono ol pallino del gioco, ma probabilmente proprio nel momento più buio Bonaventura, uno dei migliori in campo trova il vantaggio, Jack esce per Bakayoko, verso la fine un contropiede di Bakayoko con Suso  perdiamo un pallone che neanche olin terza categoria e alla fine nella carabola innessacata in difesa prendiamo il gol del 2a2 che sa' di.pugno in faccia, totale punti 5 siamo a 5 dalla zona champions  e come gli altri anni per episodi ci scaviamo la fossa.
La strada è ancora lunga ma è arrivato il momento di trovare alibi o giustificazioni o accontentarsi  della prestazione, quello che conta è solo il risultato sul campo punto... col primo gol del Pipita a Sansiro con Suso che finalmente evita di gigioneggiare e fa un assist al bacio, il Milan per tutto il primo tempo impone il suo gioco creiamo tantissimo troviamo il raddoppio con Bonaventura ma per un pezzo di piede in fuori gioco la VAR ci riporta all 1a0 nonostante tutto nel finale del primo tempo ci mangiamo un raddoppio che meritavamo, un 1a0 che nei primi 45 minuti ci va stretto.
Nel secondo tempo il Milan cede campo all Atalanta e dopo un paio d occasioni il Papu pareggia, i bergamaschi prendono ol pallino del gioco, ma probabilmente proprio nel momento più buio Bonaventura, uno dei migliori in campo trova il vantaggio, Jack esce per Bakayoko, verso la fine un contropiede di Bakayoko con Suso  perdiamo un pallone che neanche olin terza categoria e alla fine nella carabola innessacata in difesa prendiamo il gol del 2a2 che sa' di.pugno in faccia, totale punti 5 siamo a 5 dalla zona champions  e come gli altri anni per episodi ci scaviamo la fossa.
La strada è ancora lunga ma è arrivato il momento di trovare alibi o giustificazioni o accontentarsi  della prestazione, quello che conta è solo il risultato sul campo.

Pre Match Milan Atalanta (Di Vincenzo)


Torna il campionato, con il Milan impegnato contro un’Atalanta vogliosa di riscatto dopo la pesante sconfitta contro la SPAL subita la giornata precedente.
Ma guai a prendere i nerazzurri di Bergamo sottogamba, poiché la compagine di Gasperini ha inguaiato molte volte i rossoneri facendoci perdere molto spesso punti che potevano rivelarsi utili nella  corsa  alla Champions, palcoscenico che manca al Milan e a noi tifosi da troppo tempo.  Credo che Rino punterà sul solito 433, arricchito dai rientri di molti titolari lasciati a riposo in occasione della sfida al Dudelange : niente riposo per il Pipita che dovrebbe partire ancora una volta dal primo minuto, visto l’infortunio occorso a Cutrone in occasione della sfida fra Italia e Albania under 21 ( che dovrebbe comunque rientrare la prossima giornata ad Empoli), tenuto invece a riposo precauzionale per un problema fisico Mattia Caldara, che non sarà schierato neanche in panchina.
Per quanto riguarda l’Atalanta,  Gasperini dovrebbe riuscire a  recuperare il  “Papu” Gomez, fermo ai box a causa di un trauma contusivo alla coscia  destra ma qualora  l’argentino non dovesse farcela, sarebbe pronto il ballottaggio fra Pasalic e Ilicic (con il primo leggermente favorito sul secondo ), per decidere chi completerà il  possibile tridende bergamasco con Duvan Zapata e probabilmente Rigoni 

Borini e i giocatori funzionali (di Pasquale)



Sempre di più nel calcio di oggi, o almeno nel Milan, le caratteristiche necessarie per l’acquisto di un calciatore sono la sua funzionalità e la sua duttilità. La tecnica è stata ormai messa in secondo piano per far posto agli estremismi tattici.
E che ci fa se poi compriamo kalinic a 25 M solo perchè funzionale e dopo 12 mesi ci rendiamo conto con Higuain in quale abisso fossimo scesi.
Borini è il portabandiera di questa categoria del Milan attuale. Puoi metterlo come esterno, punta, terzino destro o sinistro. Anche in porta sarebbe funzionale.
La grinta, la duttilità, la corsa quelle non gli mancano sicuramente. Qualità che andrebbero bene per una squadra che deve salvarsi o in categorie inferiori. Nel Milan, squadra che punta al 4 posto e ad andare in fondo in Europa League, non bastano. Chi gioca, specialmente in attacco, deve avere qualità tecniche che spiccano per quel ruolo e che permettano di saltare l’uomo, creare superiorità e far gol. Di giocatori che sanno fare 10 ruoli ma nessuno tecnicamente bene non ne servono.
Non possiamo avere gente che non sappia stoppare una palla, che sbaglia gol da 2 metri dalla porta, che non salti l’uomo neanche una volta col dudelange o che non sappia battere un calcio d’angolo. 
Delle rincorse indietro a coprire il terzino o delle diagonali in difesa non me ne faccio nulla se poi in attacco produci meno di nulla.
Io non so faccia bene rino a farlo giocare o se abbia sbagliato mirabelli a comprarlo 1 anno fa, so solo che nella rosa del milan di giocatori con tecnica pari a 0 non devono essercene.
La mia non è una crociata contro borini ma l’auspicio che dopo questa parentesi l’indirizzo del mercato futuro sia esclusivamente su giocatori dotati tecnicamente, anche con qualche carenza tattica. Il tempo per migliorare la tattica c’è sempre (anche la corsa)  per la tecnica un po meno.
Oggi inizia una serie di partite contro squadre che abbiamo sofferto molto negli ultimi anni. Spero che Rino abbia fatto tesoro delle nostre lacune e che non si rivedano più gli inizi di Cagliari.
Non possiamo più permetterci passi falsi.
Buona domenica e Forza Milan.

venerdì 21 settembre 2018

Si può dare di più... (Di Pietro)

Torniamo dal Lussemburgo con i 3 punti in tasca (ed era il minimo) per molti tra i nuovi e i non titolari era l occasione di mettersi in mostra dimostrare di essere un potenziale titolare, un primo tempo dal ritmo blando dove i ritmi sono quelli di un amichevole estiva, a parte un occasione di Higuain e di Caldara poco molto poco dal punto di vista del gioco e della voglia di vincere e in alcune ripartenze il Dudelange rischia di andate in.vantaggio.
Nel secondo tempo alziamo il ritmo e al 15esimo il Pipita segna il gol che ci regala i primi 3 punti della campagna europea, dopo il gol il Milan non si ferma sfioriamo il gol con Borini  innalcune occasioni il portere dei Lussemburghesi impedisce il raddoppio.
Nota positiva sicuramente i 3 punti, sul punto di vista del gioco tenendo conto della sbracatura generale  nei primi 45 si poteva dare molto ma molto di più, migliore in campo sempre lui Higuain, non si risparmia mai, incita i compagni e segna il gol della vittoria, il numero 9 partita dopo partita sta diventando la nostra ancora....Ora testa all Atalanta sperando che il ritorno dei titolari insieme al Capitano ecal Pipita si veda un Milan più propositivo.

giovedì 20 settembre 2018

Pre Match (Di Vincenzo)

Al via l’edizione 2018/19 dell’EL, competizione che vedrà il Milan impegnato con Olimpiacos Betis e appunto Dudelange girone non ostico dunque,  ma che sarà importante non sottovalutare per evitare brusche sorprese.
Entriamo più nello specifico : come si schiererà il Milan contro i lussemburghesi?
A livello di modulo,  mister Gattuso conferma il solito 433 ma con diversi cambiamenti rispetto all’undici anti Cagliari : fuori i vari Donnarumma, Musacchio,  Suso,   Bonaventura,  Chalanoglu dentro i debuttanti Reina (che vanta più di cento presenze in Europa ) , Laxalt, Borini, Mauri e soprattutto Caldara, difensore bergamasco lasciato un po’ in ombra dal mister calabrese in questo inizio  di campionato.Le uniche due conferme di questo undici sono il capitano Alessio Romagnoli  e il Pipita Higuain, sicuramente voglioso di segnare il primo goal rossonero in  europa di questa stagione,  dopo essersi finalmente sbloccato in campionato con la marcatura a Cagliari .
Gli avversari, allenati dal tedesco Dino Toppmuller si schiereranno probabilmente con il  451: Joulbert fra i pali, Jordanov,  Bisevac (ex Lazio ) Malget, Cruz, El Jritl in difesa, Sinani Courtuler,   Kruska  e Stolz a centrocampo,  unica punta  Turpel.
Da tenere sott’occhio   sicuramente Bisevac vista l’ampia esperienza internazionale e Turpel, capocannoniere della compagine lussemburghese con 4 gol

mercoledì 19 settembre 2018

STORIE DI MILAN "La Primavera del 2003"





In Quella primavera in campionato gettiamo la spugna, troppi i punti di distanza dalla Juventus, sappiamo che anche se ci impegniamo sarà difficile raggiungerli, mentre in Coppa Italia andiamo avanti arriviamo fino fondo è molti di quella rosa aggiungeranno un trofeo mai vinto da aggiungere alla loro bacheca piena di titoli.
Si sà il nostro obbiettivo è sempre lo stesso, da anni.... La Champions.....
Quella Champions inizia presto per noi preliminari contro lo Slovan Liberec, tutti pensano che sarà una passeggiata di salute, una formalità, si si come no....
All'andata  vinciamo di misura 1 a 0 gol di Pippo Inzaghi, in Repubblica Ceca barcolliamo, passiamo sempre in vantaggio con il solito Pippo sentiamo che è fatta ma i Cechi non avendo nulla da perdere pareggiano alla fine del primo tempo e alla fine di un secondo tempo soffertissimo prendiamo il secondo gol, ci salva il gol fatto in trasferta.
Nei 2 Gironi di qualificazione però il Milan ingrana vinciamo col Bayern una quaterna al Riazor col Depor qualche sofferenza a Lens ma nel complesso il Milan brilla, anche nel secondo girone di qualificazione ai quarti, il Milan Batte Real e Borussia Dortmund tutto fa presagire che la squadra arriverà in fondo e probabilmente senza faticare, ma tra il dire e il fare c'è di mezzo un oceano...
Agli ottavi peschiamo l'Ajax, ad Amsterdam finisce 0 a 0, il passaggio del turno si gioca tutto a San Siro, a casa nostra siamo convintissimi che l'Ajax si possa battere agilmente nonostante le assenze di Seedorf Pirlo e Serginho.
Nella prima mezz'ora è un tracimare Rossonero l'Ajax non supera la metà campo e appunto al trentesimo tutti gli sforzi vengono ripagati un azione corale tra Rui Costa e Sheva porta Pippo a ritrovarsi il pallone dell'1a0.
Nella ripresa un giovane Ibra sfiora il gol del vantaggio, Inzaghi può chiuderla ma la prende male all'altezza del calcio di rigore, ma al diciottesimo tutte le paure e gli spettri di una clamorosa eliminazione diventano realtà, il redivivo Jari Litmanen la mette dentro 1a1, ma non può finire così Pippo crossa in area per Sheva 2 a 1, l'abbiamo ripresa, mancano 12 minuti sembra che riusciamo a gestirla, ma quando tutto sembra andare per il verso giusto,su una palla che rimbalza che rimbalza tra i difensori Pinaar mette l'isperato gol del      2 a 2, Milan sull'orlo del baratro, le proviamo tutte, siamo praticamente fuori nell ultima azione Maldini di rabbia lancia una palla a centrocampo per Ambrosini, da Ambro a Pippo che tenta un pallonetto su Lobont che viene scavalcato con la palla che schizza in alto sono momenti, attimi che non sembrano finire, siamo tutti li a Sansiro incollati d avanti la tv con gli occhi sbarrati, col cuore in gola ad aspettare quella palla che riscende, e con un tocco Thomasson  la mette dentro nel più rocambolesco dei gol che ci regala il derby di semifinale, che nottata....
In quel momento Ancelotti pensando probabilmente che dovrà sorbirsi una ramanzina presidenziale per non aver messo in campo la squadra come il Premier desidera e con la conseguenza di dover affrontare una stampa che sicuramente gli farà processi si accende una sigaretta, con la sigaretta in bocca Ancelotti esulta gli và addosso Gattuso per festeggiare e gli fa ingoiare quella sigaretta col rischio di non respirare, ma si chissene frega di non respirare abbiamo passato il turno, probabilmente quel gol ha segnato il destino di quella Champions.
L aria che si respira durante le semifinali  è un aria cupa Milano sembra dividersi in due la tensione si taglia col coltello, gara di andata  è una delle più brutte della storia dei derby terzini bloccati e non solo praticamente non succede nulla, il Presidente Berlusconi scende all intervallo e inizia a lamentarsi  e a gran voce esige dei cambi, Ancelotti che sa perfettamente che se non vince questa coppa verrà esonerato rimane fedele alle proprie idee.
Il ritorno è la gara del tutto per tutto, Sheva ci porta in vantaggio avvicinandoci alla finale, ma un gol di Martins mette tutto in discussione e il destino viene segnato da una parata miracolosa di Abbiati su Kallon che sancisce il passaggio del turno, una semifinale che é stata come il girone dell inferno di Dante ma ne siamo usciti vincitori.
La Finale a Manchester, a Old Trafford, nel teatro dei sogni, la prima tutta italiana ci vede affrontare la Juventus, freschi di tricolore i bianconeri vogliono bissare il successo in Italia, ma si sa in Europa non è cosa loro....
La finale accesa e disputata in maniera combattiva dalle squadre si protrae fino ai supplementari, supplementari che hanno visto un Gattuso  rincorrere un pallone al 120esimo  senza risparmiarsi, si va ai rigori, tutti prevedono una Juve vincente visto che all epoca Dida viene visto come un portiere nella media famoso il suo errore a Leeds, mentre Buffon dall altra parte  è il Top dei portieri, ma i rigori non si basano sulle previsioni, Dida para i Rigori a Montero Trezeguet e Zalayeta e da la chance a Sheva di segnare il rigore che può regalarci un sogno, quei momenti di Sheva  che va sul dischetto che con quegli occhi guarda per sapere se può partire non li dimenticheremo mai così come quel gol che ci ha fatto urlare giore feateggiare, in una primavera indimenticabile come quella del 2003 dove a 40 anni di distanza un Maldini in Ighilterra alza la stessa Coppa.....

lunedì 17 settembre 2018

Milanisti del Sud Live Ep.3




Puntiamo su Gonzalo (di Pasquale)


Gonzalo Higuain si è sbloccato. Questa è la sola nota positiva di ieri. 
In una partita dove i rifornimenti per lui non sono stati moltissimi è riuscito ha capitalizzare l’unica occasione nitida. Difficilmente gli vedremo sbagliare gol così. Oltre la rete poco altro, non per colpa sua ma a causa di un inizio horror e di un gioco offensivo sterile. 
Fa bene ad incazzarsi,sarei preoccupato del contrario. Lui non è un mediocre come mentalità, viene da anni di vittorie e come tale vuole vincerle tutte. A tratti era l’unico che pressava e che stimolava i compagni ad assecondarlo nelle sue giocate. Dobbiamo puntare su di lui e sulla sua fame, l’ultimo giocatore cosi che abbiamo avuto è stato ibra. 
Per puntare su di lui servono diversi schemi offensivi che ancora oggi non abbiamo. Se siamo costretti a fare noi la partita non possiamo continuare con quel possesso palla improduttivo ed affidarci alla solita giocata di suso. Serve fantasia e lucidità negli ultimi 30 metri.
Ancora una volta non superiamo l’esame di maturità, un esame in cui servono più attenzione nei primi minuti, cinismo e maggiore determinazione. Qualità che ieri sono mancate ai nostri giocatori chiave.
L’assenza di un numero 9 di livello non è più un alibi, puntiamo su Gonzalo, giochiamo per lui e alla lunga i risultati arriveranno. 


domenica 16 settembre 2018

Poco molto poco...


Dalla Sardegna arena si esce con un pareggio, storicamente dopo le soste della nazionale soffriamo e questa partita ha rispettato una  tradizione che sta ormai diventando irritante.
Primo tempo Cagliari che ci assalta non ci dà respiro ci fa vedere i sorci verdi, un Milan in puro stato confusionale viene preso letteralmente a pallonate dal Cagliari che trova il vantaggio con Joao Pedro, nonostante l'1a0 i Sardi prendono due pali e non fanno uscire i rossoneri dalla metà campo, dal venticinquesimo in poi il Milan tenta di prendere il pallino del gioco sprechiamo un occasione clamorosa con Bonaventura ma questo non basta a prendere campo al Cagliari.
Nel secondo tempo mettiamo il Cagliari all'angolino e finalmente il Pipita mette il suo primo sigillo in rossonero, Gattuso si gioca il tutto per tutto mettendo dentro Bakayoko e Castillejo che sostituisce un Chalanoglu pascolante, Cragno smanaccia un tiro di Suso, ma nulla da fare finisce 1a1, se a Napoli si poteva mettere in preventivo perdere 3 punti, i due punti persi alla Sardegna Arena sono pesanti, quello che fa rimanere sconcertanti e avere un Bomber che si sbatte e nessuno che lo cerca che lo serve, ma siamo sicuri che questo spogliatoio sia unito? Ma Suso ha capito che oltre a fare il Giocoliere e la Foca Monaca deve anche passare la palla ai suoi compagni di squadra? 
Sappiamo che il cammino è lungo è tortuoso e il tempo di pensare è poco visto che si gioca ogni 3 giorni, e chissà giocando con continuità possa rivelarsi utile per uscire dalla mediocrità vista stasera...

giovedì 13 settembre 2018

STORIE DI MILAN "Il Sudamerica ha la Genialità di uno Schiaffino"


Negli anni 50 a San Siro quando giocava il Milan dalle tribune si sentiva dire “Ma quel Schiaffino Lì ha il Radar” fino ad allora al Milan o meglio in Italia un giocatore come lui non si era mai visto. Il Sudamerica “ha la genialità di uno Schiaffino” cantava Paolo Conte. Pepe, il soprannome che gli ha dato sua madre per un carattere fin troppo vivace e gli resta attaccato come un ritratto per tutta la vita, nasconde geni liguri. Figlio di una casalinga e di un impiegato dell’ippodromo di Montevideo, risparmia ogni centesimo e passa in Svizzera i lunedì di riposo quando gioca in Italia per speculazioni finanziarie. “Se fosse presidente, dipingerebbe la pelle dei giocatori di rosso e nero per risparmiare sulle magliette” ironizzerà Quando è arrivato al Milan per 52 milioni di lire, alla vigilia della Copa Rimet del 1954, un giornale di Montevideo titola: “Il Dio del pallone ci ha lasciato”. Un dio che quattro anni prima feriva un’intera nazione nella notte del Maracanazo, gol e assist a Ghiggia per un trionfo annunciato trasformato nella tragedia del portiere Barbosa e del Brasile intero. Un dio che nell’era dell’innamoramento per gli oriundi illuminerà il campionato in rossonero. “Forse non è mai esistito regista di tanto valore”scriveva Gianni Brera. “Schiaffino pareva nascondere torce elettriche nei piedi. Illuminava e inventava gioco con la semplicità che è propria dei grandi. Aveva innato il senso geometrico, trovava la posizione quasi d’istinto”. C’è anche lui in campo, in azzurro, a Belfast contro l’Irlanda del Nord. Con il Milan, Schiaffino vince tre scudetti e una Coppa Italia, poi si trasferisce alla Roma, attirato da un ingaggio d’oro. Impone la presenza della moglie Angelica, si reinventa “libero scientifico” poi torna a vivere a Rio della Plata. Col genio del Sudamerica dentro al cuore....

martedì 11 settembre 2018

Comunicato Milan Club Angri


L’inizio del campionato sancisce la fine di quello che per la gente come noi, di calcio malata e  del campionato sancisce la fine di quello che per la gente come noi, di calcio malata e del Milan dipendente, è il periodo frenetico più bello, più dolce e più divertente dell’anno. “Facciamo il fantacalcio?”. “Quest’anno meno bollette!”. “Quali trasferte facciamo?”. “Siamo pronti per Napoli???”. E poi: “Dove guardiamo le partite?”. Tra tutte, quest’ultima sarebbe la domanda più banale. “Al club, no!?”. No: perché quest’anno il lento e frustrante processo di allontanamento della Gente dal mondo del calcio, ha scritto un’altra tristissima pagina. Che coinvolge l’accesso alle immagini televisive che coinvolgono la squadra che amiamo: guardare il Milan alla TV, quest’anno, costerà alle associazioni locali come la nostra una cifra vicina ai 270 euro + IVA al mese. Avete capito bene: 4 partite di media al mese, costeranno a quella che è un’associazione senza scopo di lucro, e che vive unicamente alimentata da un puro sentimento di aggregazione, circa 80 euro ognuna. Una cifra lontanissima anche solo dall’ordine della possibilità. Il Milan Club Angri “Nereo Rocco” esiste dal 1982: rimane in piedi grazie alla passione e alla voglia di stare insieme dei suoi soci; non abbiamo entrate economiche, ma contando sulle quote associative facciamo regolarmente fronte alle spese fisse, quali affitto, Siae e – fino a pochi mesi fa – abbonamenti alle Pay TV. Pertanto, una cifra così elevata per una realtà come la nostra si traduce in un invito a chiudere i battenti, che siamo costretti – nostro malgrado – a raccogliere, ponendo fine a un sodalizio che vanta 36 anni di vita. La partita, ovvero il momento più bello della settimana, quello in cui ci si ritrova per condividere il vortice di emozioni che la palla rotolante genera, è diventata un bene di lusso, in barba all’anima popolare che fin dalla sua nascita caratterizza il gioco del calcio. Di fronte a questo orientamento intendiamo esprimere tutta la nostra rabbia e il nostro dissenso: le logiche illogiche del mercato non possono sempre vincere nel silenzio generale, battendo la passione della gente, un’opportunità di integrazione per i tanti giovani che animano il nostro sodalizio, la possibilità di trascorrere insieme pomeriggi e serate animate da un sentimento sano e costruttivo. Queste righe rappresentano la prima traccia di una mobilitazione civile che riteniamo avvalorata dall’amore verso un bene comune e che condividiamo con tutte le altre associazioni la cui intraprendenza è frustrata da questo spropositato aumento dei costi. Crediamo nello sport come ventaglio di valori umani: gli organi e le federazioni che di questo ventaglio sono tutori e responsabili, ci ascoltino e ci dimostrino la loro vicinanza: in fondo, la nostra unione è la loro vittoria. MILAN CLUB ANGRI NEREO ROCCO Milan dipendente, è il periodo frenetico più bello, più dolce e più divertente dell’anno. “Facciamo il fantacalcio?”. “Quest’anno meno bollette!”. “Quali trasferte facciamo?”. “Siamo pronti per Napoli???”. E poi: “Dove guardiamo le partite?”. Tra tutte, quest’ultima sarebbe la domanda più banale. “Al club, no!?”. No: perché quest’anno il lento e frustrante processo di allontanamento della Gente dal mondo del calcio, ha scritto un’altra tristissima pagina. Che coinvolge l’accesso alle immagini televisive che coinvolgono la squadra che amiamo: guardare il Milan alla TV, quest’anno, costerà alle associazioni locali come la nostra una cifra vicina ai 270 euro + IVA al mese. Avete capito bene: 4 partite di media al mese, costeranno a quella che è un’associazione senza scopo di lucro, e che vive unicamente alimentata da un puro sentimento di aggregazione, circa 80 euro ognuna. Una cifra lontanissima anche solo dall’ordine della possibilità. Il Milan Club Angri “Nereo Rocco” esiste dal 1982: rimane in piedi grazie alla passione e alla voglia di stare insieme dei suoi soci; non abbiamo entrate economiche, ma contando sulle quote associative facciamo regolarmente fronte alle spese fisse, quali affitto, Siae e – fino a pochi mesi fa – abbonamenti alle Pay TV. Pertanto, una cifra così elevata per una realtà come la nostra si traduce in un invito a chiudere i battenti, che siamo costretti – nostro malgrado – a raccogliere, ponendo fine a un sodalizio che vanta 36 anni di vita. La partita, ovvero il momento più bello della settimana, quello in cui ci si ritrova per condividere il vortice di emozioni che la palla rotolante genera, è diventata un bene di lusso, in barba all’anima popolare che fin dalla sua nascita caratterizza il gioco del calcio. Di fronte a questo orientamento intendiamo esprimere tutta la nostra rabbia e il nostro dissenso: le logiche illogiche del mercato non possono sempre vincere nel silenzio generale, battendo la passione della gente, un’opportunità di integrazione per i tanti giovani che animano il nostro sodalizio, la possibilità di trascorrere insieme pomeriggi e serate animate da un sentimento sano e costruttivo. Queste righe rappresentano la prima traccia di una mobilitazione civile che riteniamo avvalorata dall’amore verso un bene comune e che condividiamo con tutte le altre associazioni la cui intraprendenza è frustrata da questo spropositato aumento dei costi. Crediamo nello sport come ventaglio di valori umani: gli organi e le federazioni che di questo ventaglio sono tutori e responsabili, ci ascoltino e ci dimostrino la loro vicinanza: in fondo, la nostra unione è la loro vittoria. MILAN CLUB ANGRI NEREO ROCCO

lunedì 10 settembre 2018

Chi è Ivan Gazidis? Il Manager che Elliot vuole a tutti i costi...


Oggi il "Corriere della Sera" parla di pessimismo sull' arrivo nell organico del Milan nel ruolo di Amministratore delegato di Ivan Gazidis, uno dei manager più pagati della Premier League.
Nonostante pochissime chance di poter vedere il dirigente Sudafricano occupare la scrivania più importante di Casa Milan, Gordon Singer sta' trattando in prima persona e ad oltranza pur di portare a Milano Gazidis.
Ma perché proprio lui? Perché ostinarsi su un dirigente che è sotto contratto, un contratto pieno di vincoli e penali? Ma soprattutto chi è Ivan Gazidis? e come è diventato uno dei manager più pagati del calcio?
Nasce a Joahnnesburg nel 1964 dopo essersi laureato a Oxford a pieni voti, entra nel business del calcio negli anni 90, non tutti sanno che è stato tra i fondatori dell Mls (La lega di calcio Americana) che nei primi anni aveva poco appeal e pochi introiti sull orlo della chiusura, Gazidis è stato uno dei fautori della rinascita dell Mls aumentando il numero di squadre il loro fatturato e visto che siamo in America il Fatturato della lega stessa.
In questi anni conosce Paul e Gordon Singer in quanto il giovane Gordon fu uno degli investitori a titolo personale della lega.
Nel 2001 lascia la Mls e per 7 anni si occupa di finanza e amministrazioni controllate di aziende quasi fallite e rimesse in sesto, nell estate del 2008 arriva l offerta dell Arsenal come A.D.  all epoca i conti del Club Londinese non erano positivi nonostante buoni risultati sportivi che vedevano i Gunners Vincere un titolo nel 2004 e sfiorare la Champions nel 2006.
Gazidis nel giro di pochi anni risana i conti del Club e aumenta i fatturti  dell Arsenal in pochi anni da 200 milioni a 500 milioni più della Juve e ai Livelli di Barça Real Psg e City.
In questi anni all Emirates incontra Gordon Singer tifoso e appassionato dei Gunners, e quando si è trattato di trovare in nuovo Ad non hanno avuto dubbi, l ostinazione nel cercare di assumere il dirigente Sudafricano sta' nelle sue capacità di generare utili perché lo diremo fino allo sfinimento Elliot vuole guadagnare sugli utili non sulla vendita altrimenti avrebbero già venduto il club riprendendoci anche gli interessi.
Riuscirà il giovane Singer a rendere possibile l impossibile?

venerdì 7 settembre 2018

Pausa di riflessione (di Pasquale)



                              

Inesorabilmente come ogni anno arriva la pausa per le nazionali e ne approfittiamo per fare una piccola riflessione.
Dove può arrivare questo milan?
Alcuni sono molto scettici e pensano che alla lunga perderemo terreno, altri fin troppo fiduciosi e che addirittura (alcuni giornalisti) si possa puntare a qualcosa di meglio del quarto posto.
Credo che la verità stia nel mezzo.
Da sempre ritengo che oltre ai titolari ed ai fuoriclasse il campionato lo vincano quelle squadre con la panchina migliore. Con gli 11  titolari non si fanno più di 18-20 partite e quando vai a giocarti un big match senza il tuo centravanti o centrocampista titolare perchè infortunato o squalificato il sostituto non può essere un giocatore di secondo o anche terzo livello.
Credo che noi in questo  momento siamo un po’ indietro rispetto alle nostre concorrenti, soprattutto a centrocampo.
La nostra crescita dipenderà molto dai sostituti. Se Laxalt, Castillejo e Cutrone  confermeranno la prestazione di venerdì scorso quando verranno chiamati in causa possiamo davvero ambire al quarto posto.
Bakayoko presumo abbia bisogno di un po’ più di tempo per entrare negli schemi di Gattuso.
Ci si aspetta anche un salto di qualità e la conferma di alcune colonne portanti.
La prima fra queste è Gianluigi Donnarumma. La vicenda raiola sembra ormai alle spalle e da lui ci si aspettano quelle parate fuori dalla norma che lo hanno contraddistinto ai suoi esordi e che ci hanno fatto innamorare di lui.
Conti sarà sicuramente la nostra arma in più a stagione in corso; anche lui se ritornerà ad essere anche solo il 70/80% del conti dell’atalanta su quella fascia con kessie e suso ne vedremo delle belle.
A proposito di suso. Molti lo vorrebbero lontano dal milan, chi per ragioni di ‘comportamento’ chi per motivi tattici. È vero ,ci sono momenti in cui porta molto palla facendo perdere i tempi di gioco ma da quando è arrivato gonzalo pare le cose siano un po cambiate, meno tocchi e più fraseggio. Io,inoltre, mi sono sempre detto di volerlo giudicare  definitivamente dopo un po di partite con conti sulla sua fascia e con un valido sostituto che gli permetta di rifiatare.
Altra colonna è sicuramente Alessio Romagnoli, cresciuto esponenzialmente la stagione scorsa e diventato padrone della difesa. Pochissime sbavature, tanta solidità e gestione della palla sempre di alta qualità. Insieme a Biglia rappresentano la colonna vertebrale del nostro Milan.
Jack e Chala sono la qualità al servizio del pipita le cui doti non hanno bisogno di alcun commento. Se riusciranno a limare i meccanismi e giocare di qualità insieme le prestazioni di ognuno lieviteranno parecchio.
Ultima riflessione sul nostro mister. Contro la roma si è preso una bella rivincita su chi lo aveva criticato. Anche da lui mi aspetto dei piccoli miglioramenti sulla gestione della gara. Questo calo che puntualmente si verifica dal 60-70esimo in  poi va puntellato. La stagione è lunga, siamo solo a Settembre e di ‘se’ per forza di cose ne ho usati molti. Speriamo già nella prossima pausa di ottobre di avere qualche certezza in più.
Godiamoci la Nazionale e ritorniamo carichi domenica 16 per sostenere il nostro vecchio caro Milan.

mercoledì 5 settembre 2018

STORIE DI MILAN "La Due giorni di Belgrado...." (Di Pietro)


La storia non si fa con i se o con i ma, la strada è una sola le altre semplicemente non esistono. Anche il calcio funziona così. Tuttavia in alcuni casi, per altro molto rari, un episodio può  concedere un altra possibilità come al Milan in quel Novembre di quasi 30 anni fà.
E' passato tanto tempo e molte cose sono cambiate, Belgrado c'è ancora così come la Stella Rossa (Reduce da una rocambolesca qualificazione in Champions), invece la Jugoslavia delle 4 lingue delle 3 Religioni due alfabeti e  un solo Tito non c'è più, spazzata via da un conflitto che ha segnato gli anni 90. 
Quel pomeriggio del 9 Novembre del 1988, i venti di guerra sembrano ancora così lontani e tutti gli occhi sono puntati sullo Stadio Marakanà di Belgrado per il ritorno del secondo turno della Coppa dei Campioni tra Stella Rossa e Milan.
2 squadre che si equivalgono in tutto e la gara d'andata  a San Siro ne era stata la prova 1a1 a Belgrado si deve segnare per forza...
Entrambe le squadre stanno aprendo un  Ciclo, il Milan con l'era Berlusconi e con in panchina lo sconosciuto Arrigo Sacchi da Fusignano che in quell'anno stravolge  il Calcio Italiano vincendo lo scudetto con una squadra che ragiona all'opposto dagli schemi Italiani, la Stella Rossa che ha costruito una generazione di fenomeni che salirà sul trono d'Europa a Bari nel 1991 giocatore di classe pura tra tutti Prosinceki e Dejan Savicevic che poi in rossonero ci darà tantissime soddisfazioni.
Non è una partita semplice per il Milan che non può schierare Gullit che è ancora infortunato  giocandosi in una bolgia come quella del Marakanà quel pomeriggio quello stadio stracolmo oltre il possibile sembra il girone dell'inferno di Dante con 80mila voci urlanti un aria umida e un campo gelato.
Il primo tempo finisce 0 a 0 il Milan non c'è sembra timoroso i padroni di casa tengono il pallino del gioco e in alcune occasioni, il secondo tempo non cambia il copione della partita Stella Rossa sempre all'attacco e al minuto 50 Dejan Savicevic (Si proprio lui) infila  Galli sigillando praticamente la qualificazione per i biancorossi dei Balcani.
Sembra ormai finita  la nebbia inizia a calare sul Marakanà di Belgrado in cinque minuti la visibiltà si riduce praticamente a 0, Bruno Pizzul in telecronaca fa molta difficoltà a descrivere le azioni della partita e con molto ritardo dalla tribuna qualcuno lo informa che Virdis è stato Esplulso, dalla tv si vede tutto bianco si sentono solo i rumori dello stadio e a questo punto con un uomo in meno e un risultato ormai che vede i rossoneri fuori dalla competizione il Milan chiede all'arbitro Pauli di sospendere la gara perchè anche gli stessi giocatori non riescono a vedere oltre i 10 metri, la nebbia continua a calare e l'arbitro non può che dare seguito alle ragioni del Milan, partita sospesa e rinviata il giorno dopo e con il regolamento dell'epoca si riparte dallo 0a0.
Le previsioni del giorno dopo non ammettono dubbi nessuna nebbia e si può giocare, ma nessuno sà che il replay della gara di ritorno avrà qualcosa di tragico, la partita inizia con un piglio diverso per il Milan che va in vantaggio con Van Basten e viene raggiunta da Dragan Stojkovic, ma verso la fine del primo tempo dopo essere saltato insieme a Vasiljievic tentando di prendere il pallone Roberto Donadoni cade male sbatte pesantemente la testa a terra è esanime a terra non da segni di vita il Dottor Monti  per salvargli la vita gli rompe la mandibola per togliere la lingua di fuori, ancora privo di coscenza Donadoni lascia il campo diretto all'ospedale di Belgrado, i giocatori del Milan sono sotto Shock  Maldini gioca piangendo come un bambino anche gli altri trattengono a fatica le lacrime, i pensieri sono solo per Roberto Donadoni, lo hanno visto cadere troppo male ma ad un certo punto un dall'autoparlante dello stadio si sente una voce in slavo, Phrosinecki che vede Maldini in lacrime gli dice "Paolo hanno appena detto che Roberto è fuori pericolo e sta bene" il Milan a quel punto trova le energie per ribaltarla, ma si va ai rigori, rigori che regalano al Milan il passaggio del turno...
In molti pensano che quella coppa si sia vinta a Barcellona con la Steaua in finale o in semifinale con quella manita rifilata al Real (Peggior risultato della storia  dei Blancos) ma se il destino esiste in quella 2 giorni di Belgrado gli dei del Calcio avevano già deciso......
Cosa sarebbe successo se quella Nebbia non fosse calata al Maracanà? Non lo sappiamo probabilmente si e non lo vogliamo pensare, anche perchè la storia non si fa con i se o con i ma...

sabato 1 settembre 2018

La rivincita di Rino (Di Pasquale)





Sono nuovo su questo blog e pertanto mi presento: Pasquale Pizzuto, 32enne malato di milan.
Mi ritrovo a scrivere il mio primo articolo su questo splendido blog facendo un elogio al nostro mister.
Rino Gattuso ieri sera è stato senza ombra di dubbio il nostro mattatore. Preparazione tattica e cambi hanno permesso di portare a casa 3 punti sacrosanti e che avremmo rimpianto per almeno queste due settimane di sosta.
Non avevo buoni presentimenti prima della partita ma primo tempo di ottimo livello e disposizione (suicidio?) tattica di di francesco fin da subito mi hanno fatto sperare al meglio.
Il mister in questa settimana ha dimostrato una enorme umiltà, riconoscendo gli errori fatti domenica scorsa e trasformandoli in una preziosa risorsa per vincere la partita contro la Roma. I cambi questa volta hanno fatto la differenza.
Non so se la disposizione tattica dei giallorossi li ha penalizzati così tanto da fare una tale prestazione orribile ma rino ci ha permesso di sovrastarli in tutto (a parte quel gol da corner frutto di una serie di rimpalli).
Consiglio per cui a tutti i detrattori che hanno parlato e scritto fin troppo su rino allenatore di stare più calmi, analizzare le partite per il valore che hanno e di non dare giudizi affrettati. Le critiche, alcune giuste, ci stanno, le offese (alcune imbarazzanti) no. Sarà il campo a parlare per rino e per il momento se dovessimo dargli un voto sarebbe sicuramente positivo.
Piccola nota a margine: sui social si discute dell’ atteggiamento disinteressato di suso al gol di cutrone.
Anche qui ritengo che sia solo il campo a parlare e che bisognerebbe distinguere sempre l’uomo dal calciatore. Fare un processo alle intenzioni non ha senso ed è solo controproducente. È vero che da tifoso non è bello vedere una scena del genere ma da lì a dire che è un presuntuoso o che non passa la palla ai compagni per scelta lo trovo autolesionismo. Stiamo parlando sempre di una seconda partita di campionato e di un giocatore stanco dopo 95 minuti.
Forza Milan.