mercoledì 19 settembre 2018

STORIE DI MILAN "La Primavera del 2003"





In Quella primavera in campionato gettiamo la spugna, troppi i punti di distanza dalla Juventus, sappiamo che anche se ci impegniamo sarà difficile raggiungerli, mentre in Coppa Italia andiamo avanti arriviamo fino fondo è molti di quella rosa aggiungeranno un trofeo mai vinto da aggiungere alla loro bacheca piena di titoli.
Si sà il nostro obbiettivo è sempre lo stesso, da anni.... La Champions.....
Quella Champions inizia presto per noi preliminari contro lo Slovan Liberec, tutti pensano che sarà una passeggiata di salute, una formalità, si si come no....
All'andata  vinciamo di misura 1 a 0 gol di Pippo Inzaghi, in Repubblica Ceca barcolliamo, passiamo sempre in vantaggio con il solito Pippo sentiamo che è fatta ma i Cechi non avendo nulla da perdere pareggiano alla fine del primo tempo e alla fine di un secondo tempo soffertissimo prendiamo il secondo gol, ci salva il gol fatto in trasferta.
Nei 2 Gironi di qualificazione però il Milan ingrana vinciamo col Bayern una quaterna al Riazor col Depor qualche sofferenza a Lens ma nel complesso il Milan brilla, anche nel secondo girone di qualificazione ai quarti, il Milan Batte Real e Borussia Dortmund tutto fa presagire che la squadra arriverà in fondo e probabilmente senza faticare, ma tra il dire e il fare c'è di mezzo un oceano...
Agli ottavi peschiamo l'Ajax, ad Amsterdam finisce 0 a 0, il passaggio del turno si gioca tutto a San Siro, a casa nostra siamo convintissimi che l'Ajax si possa battere agilmente nonostante le assenze di Seedorf Pirlo e Serginho.
Nella prima mezz'ora è un tracimare Rossonero l'Ajax non supera la metà campo e appunto al trentesimo tutti gli sforzi vengono ripagati un azione corale tra Rui Costa e Sheva porta Pippo a ritrovarsi il pallone dell'1a0.
Nella ripresa un giovane Ibra sfiora il gol del vantaggio, Inzaghi può chiuderla ma la prende male all'altezza del calcio di rigore, ma al diciottesimo tutte le paure e gli spettri di una clamorosa eliminazione diventano realtà, il redivivo Jari Litmanen la mette dentro 1a1, ma non può finire così Pippo crossa in area per Sheva 2 a 1, l'abbiamo ripresa, mancano 12 minuti sembra che riusciamo a gestirla, ma quando tutto sembra andare per il verso giusto,su una palla che rimbalza che rimbalza tra i difensori Pinaar mette l'isperato gol del      2 a 2, Milan sull'orlo del baratro, le proviamo tutte, siamo praticamente fuori nell ultima azione Maldini di rabbia lancia una palla a centrocampo per Ambrosini, da Ambro a Pippo che tenta un pallonetto su Lobont che viene scavalcato con la palla che schizza in alto sono momenti, attimi che non sembrano finire, siamo tutti li a Sansiro incollati d avanti la tv con gli occhi sbarrati, col cuore in gola ad aspettare quella palla che riscende, e con un tocco Thomasson  la mette dentro nel più rocambolesco dei gol che ci regala il derby di semifinale, che nottata....
In quel momento Ancelotti pensando probabilmente che dovrà sorbirsi una ramanzina presidenziale per non aver messo in campo la squadra come il Premier desidera e con la conseguenza di dover affrontare una stampa che sicuramente gli farà processi si accende una sigaretta, con la sigaretta in bocca Ancelotti esulta gli và addosso Gattuso per festeggiare e gli fa ingoiare quella sigaretta col rischio di non respirare, ma si chissene frega di non respirare abbiamo passato il turno, probabilmente quel gol ha segnato il destino di quella Champions.
L aria che si respira durante le semifinali  è un aria cupa Milano sembra dividersi in due la tensione si taglia col coltello, gara di andata  è una delle più brutte della storia dei derby terzini bloccati e non solo praticamente non succede nulla, il Presidente Berlusconi scende all intervallo e inizia a lamentarsi  e a gran voce esige dei cambi, Ancelotti che sa perfettamente che se non vince questa coppa verrà esonerato rimane fedele alle proprie idee.
Il ritorno è la gara del tutto per tutto, Sheva ci porta in vantaggio avvicinandoci alla finale, ma un gol di Martins mette tutto in discussione e il destino viene segnato da una parata miracolosa di Abbiati su Kallon che sancisce il passaggio del turno, una semifinale che é stata come il girone dell inferno di Dante ma ne siamo usciti vincitori.
La Finale a Manchester, a Old Trafford, nel teatro dei sogni, la prima tutta italiana ci vede affrontare la Juventus, freschi di tricolore i bianconeri vogliono bissare il successo in Italia, ma si sa in Europa non è cosa loro....
La finale accesa e disputata in maniera combattiva dalle squadre si protrae fino ai supplementari, supplementari che hanno visto un Gattuso  rincorrere un pallone al 120esimo  senza risparmiarsi, si va ai rigori, tutti prevedono una Juve vincente visto che all epoca Dida viene visto come un portiere nella media famoso il suo errore a Leeds, mentre Buffon dall altra parte  è il Top dei portieri, ma i rigori non si basano sulle previsioni, Dida para i Rigori a Montero Trezeguet e Zalayeta e da la chance a Sheva di segnare il rigore che può regalarci un sogno, quei momenti di Sheva  che va sul dischetto che con quegli occhi guarda per sapere se può partire non li dimenticheremo mai così come quel gol che ci ha fatto urlare giore feateggiare, in una primavera indimenticabile come quella del 2003 dove a 40 anni di distanza un Maldini in Ighilterra alza la stessa Coppa.....

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