Ho visto con la maglia rossonera difensori presuntuosi che pensavano di spostare gli equilibri, altri che nel momento più buio della storia recente del Milan firmavano un prolungamento di contratto con una società fantasma. Del primo non voglio neache pensare che abbia indossato la nostra gloriosa maglia, del secondo invece non conosco neanche la voce ma piuttosto le gesta in campo. A spostare quei famosi equilibri ultimamente è proprio lui, Alessio Romagnoli. Qualche tatuaggio, faccia da bravo ragazzo, poco social ma molte qualità da vendere in campo. Nato ad Anzio soli 23 anni fa. Anzio, città che nella mente di molti italiani ricorda lo sbarco degli alleati i quali grazie al loro eserciro diedero la sterzata decisiva per la fine della seconda guerra mondiale. Analogie imparagonabili col calcio ma metaforicamente voglio immaginare che questi due gol con genoa e udinese in pieno recupero abbiano lo stesso impatto sul nostro campionato. Vittorie che non solo ci hanno permesso di rimanere ancorati al treno champions ma che hanno ridato morale ed autostima ad un gruppo che dopo il derby sembrava tramortito.
Mai e poi mai da quando scrivo su questo blog avrei immaginato di dedicare due post a dei singoli, in uno sport dove il collettivo prevale su tutti ma la scivolata alla ‘Nesta’ con la quale al 95’ strappa palla ad Opoku ed invola suso e cutrone verso la porta avversaria sintetizza il momento del Milan: sofferenza, abnegazione, attaccamento alla maglia. Qualità senza le quali non si possono raggiungere certi risultati. Romagnoli rappresenta quel capitano che da molti anni aspettavamo. L’uscita di Higuain poteva essere una mazzata devastante ma lo spirito di sacrificio e di abnegazione ha prevalso.
Ad Udine per la prima volta in campionato non abbiamo subito reti e l’unica parata di Donnarumma è stato su un tiro in fuorigioco di Pussetto. Già col Genoa si era sofferto meno, a parte il tiro di Lazovic e l’autogol rocambolesco di Alessio, la nostra difesa sembrava avere una parvenza di organizzazione.
Il futuro prossimo dice betis e juve, due gare difficili ma che non dobbiamo assolutamente perdere.
Cerchiamo di affrontare queste due partite con la stessa saggezza e sofferenza di udine. Ragionare nei momenti più difficile e cinici quando serve. Speriamo di recuperare più giocatori possibili e di andare oltre la sfortuna vincendo anche quando non si gioca bene. Alla faccia del Mandragora di turno.

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