lunedì 22 ottobre 2018

Milan al tappeto (di Pasquale)


                                      
Voglio morire adesso. Prendo in prestito le parole del povero direttore mauro Suma al gol di Icardi di ieri sera. Credo sia la sensazione con la quale hanno convissuto milioni di milanisti in quel momento. Un gol beffardo per la dinamica ma giusto per l'andamento della partita.
Partita non giocata dal Milan che non può essere quello visto ieri. Sono passate circa 24 h ma la percezione avuta durante e dopo la partita è sempre la stessa. Non cresciamo.
A novembre sarà un anno dall'esordio di Gattuso e la nostra impostazione nei big match è la medesima. Contro i nerazzurri ha mostrato tutti i suoi limiti. Quanti altri big match dovremo assistere col Milan costantemente rintanato dietro che prova a fare un tiki taka sterile e fine a se stesso senza che l'azione abbia un suo sviluppo offensivo ben definito? Giochiamo sempre allo stesso modo ed il nostro passaggio preferito è quello indietro. Colpa dei singoli? No ma dell'atteggiamento, della mancanza di coraggio e di proposizione. Siamo il Milan e come tali dobbiamo cercare di comandare noi il gioco o quantomeno di rispondere alle offensive avversarie. Non si può chiudere il 1 tempo con nessun tiro in porta e soli 4 palloni giocati in area interista. No, così non va. 
Quello che permane ancora oggi è la delusione. Pensare che sia stata una partite studiata per 2 settimane aggrava ancor di più la posizione di rino. Quello di Cutrone è un cambio studiato, pensato ma come concezione tecnico-tattica incomprensibile. Come si fa a pretendere da Cutrone di fare il terzino? Certo, l'esterno lo aveva già fatto contro olympiacos e fiorentina l'anno scorso ma in una situazione in cui eravamo padroni della loro metà campo. Gattuso si sentiva inferiore all'Inter e lo ha detto nel pre, nel post e soprattutto lo ha dimostrato durante la partita. Questa sua convinzione (o paura) l'ha trasmessa a tutti. Deve prendere più rischi e dobbiamo finirla di vedere i vari chala, suso e jack, giocatori con attitudini offensive, a difendere per 90' e quando gli va bene a giocare palla costantemente spalle alla porta che si trova ad un minimo di 60 mt. 
Ennesimo esame di maturità in cui veniamo bocciati dal 1' al 95', senza alcuna attenuante.
Due parole per gianluigi donnarumma. Addossargli tutte le colpe sarebbe un sacrilegio, se ti difendi e la tua difesa è sotto pressione per 90' prima o poi l'errore ci sta. Il suo va oltre poiché non è più il portiere di 2 anni fa, anzi peggio. E gli errori sono diventati di più dei miracoli: 11 gol subiti in 9 partite, 0 clean sheets, 59.3% alla voce percentuale parate (la più bassa in serie A con i portieri con almeno 5 presenze) più l'errore madornale di ieri sera. Faccia un bagno di umiltà, si rimetta in discussione o può andarsene alla ricerca di altri lidi. 
Per fortuna avremo betis, sampdoria, genoa e udinese, partite abbordabili e che alla fine possono raddrizzare la classifica. Dobbiamo cambiare mentalità drasticamente e cercare di offendere anche correndo dei rischi. L'11 Novembre (Milan-juve) è vicino e personalmente di fare altre figuracce senza neanche provare a giocare concedendomi all'avversario non ne ho voglia. 

  

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